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Vincenzo Della Monica
Tratto da NoceraNotizie.it n.2
21 Maggio 2009
Un personaggio nocerino:

Vincenzo della Monica: una vite, una vita.



F. Paciello
Vincenzo della Monica e' un vispo ottantunenne, capelli bianchissimi, sorriso dolce e vivo, occhi chiari e pieni di espressione. Un volto che mi ha affascinato gia' dalla prima volta quando lo osservavo, dall'alto del terrazzo della mia nuova casa a Nocera Superiore, mentre si dava da fare a legare e potare una pianta di vite. Una vecchia pianta di oltre quarant'anni che, partendo dal giardinetto a livello strada e inerpicandosi per due piani, si apre a raggiera sul suo terrazzo. La vite e' una "sterpa rossa" (piedirosso) ed e' bellissima nella sua inconsueta collocazione. Ero convinto che un personaggio come Vincenzo avesse qualcosa da raccontare sia di se' che della coltivazione della vigna. Ho avuto ragione. Dopo le mie cordiali insistenze ha acconsentito a rilasciarmi un'intervista. Felicemente sposato con Maria d'Acunzi, padre e nonno attento, Vincenzo ha, oltre quel terrazzo, un piccolo podere di 2.500 mq., a poche centinaia di metri da casa. Li' coltiva la passione per la vite che riempie la sua vita e lo conserva vivo e attento. "Ho lavorato 25 anni nelle ferriere a posare binari per le ferrovie e altri 20 anni alle Cotoniere", racconta spedito. "La terra l'ho ereditata da mio padre e la curo con la sua stessa passione. Lui aveva a Starza un appezzamento pił grande: ortaggi e carciofi". Ma com'e' nata l'idea di piantare una vite tra i palazzi in piena citta', gli chiedo. "In realta'", mi spiega, "prima di questa c'era una vecchia vite da tavola, un'uva bianca - a curniciello - che in fase di piena maturazione dei frutti si e' improvvisamente seccata. Forse non ci crederete", mi ha confidato, "ma e' stata toccata da una parente in pieno ciclo mestruale". Abbiamo riso di gusto, i suoi occhi chiari luccicavano e restituivano una prorompente forza vitale. La cosa incredibile e' che quella vite sul terrazzo produce oltre 2 quintali di uva da vino. Ho sempre pensato che la vite sia pił che una metafora della vita, in quel suo ciclo che la vede morire e rinascere ogni anno. Vincenzo e' come la sua vite: antica si, ma ancora forte e capace di dare.

     
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