Marrazzo jr: "Sogno il cortile dove papa'
giocava al pallone, nel rione di Casale del Pozzo"
Annamaria Barbato Ricci
"Nocera Inferiore l'ho vista per la prima volta a 23 anni, in occasione del Premio che Pro Loco e Comune vollero
intitolare alla memoria di mio padre. Ma ne avevo sentito talmente tanto parlare, specie di Casale del Pozzo, rione di
nascita di mio padre, che fu quasi un flash back". Giampiero Marrazzo, giornalista, autore cinematografico, produttore,
le sue radici non le ha dimenticate. Anche qui, a Roma, parla volentieri di un luogo che fa parte del patrimonio familiare
e che, purtroppo, a causa della prematura morte del padre, scomparso quando lui aveva appena 5 anni, non ha potuto
conoscere sin dall'infanzia. Ma dai discorsi paterni che affiorano nella sua memoria e nei racconti della madre, Cinzia,
Nocera fa parte di una mappa familiare. "Un rione animato e ancora con un sapore antico, Casale del Pozzo
- afferma - Un'emozione, per me, pensare che da quei cortili, le vostre 'cortine', mio padre ha preso il volo, per poi
essere, oggi, annoverato nei libri di storia". Giampiero racconta con tenerezza gli inizi di questo padre che lascio'
la sua cittadina d'origine a meta' degli anni '50 per trovare qualcosa di diverso dal destino medio-borghese che gli
sarebbe toccato.Meta, Roma, dove immaginava di avere maggiori prospettive. "Persino l'approdo al giornalismo fu
casuale - ricorda Giampiero - doveva entrare in giornale, sì, ma nel settore amministrativo; pero' il primo posto a
liberarsi fu quello di cronista ed eccolo alla macchina da scrivere". I casi della vita. Un caso fortunato per
Geppino Marrazzo - così lo chiamavano gli amici, a cominciare da Peppino Natale, di quel gruppo di giovani leoni che
mordevano il freno negli angusti itinerari del corso, "avanti endrè" innumerevoli volte; un caso fortunato per il
giornalismo italiano. "Allora le cose andavano diversamente da oggi -dice Giampiero- la gavetta, che formava
grandi reporter, era lunga e difficile. Tutti ricordano mio padre e i suoi servizi al TG2 Dossier; siamo in pochi, pero',
a riflettere sul fatto che approdo' in RAI a 45 anni, dopo un lungo percorso che lo vide partire dal Progresso
Italo-Americano per arrivare poi a Paese Sera, fucina dei più grandi talenti giornalistici del nostro Paese".
Vorrebbe ritornare a Nocera Inferiore? "Certo, un itinerario della memoria non mi dispiacerebbe; vorrei conoscere
meglio quel cortile di cui mia madre e mio fratello Piero (ndr. il Presidente della Regione Lazio) mi parlano, dove
papa' giocava a pallone e neanche immaginava quello che la vita gli avrebbe riservato, nel bene e nel male. Spero, comunque,
che la bella esperienza del Premio venga replicata, perché è un modo per valorizzare la cultura nell'Agro Nocerino-Sarnese
e, al tempo stesso, rinnovare la memoria di un uomo che non ha avuto paura di dire la verita'".
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