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Antonio Salzano
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I colori dell'anima di Antonio Salzano
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Nocera [ 30 07 2009 ]
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Marco Siani
Far intravedere la concretezza dell'invisibile, superando la realtà contingente per giungere ad una realtà libera da
schemi precostituiti. E' il filone lungo il quale si muove e si esprime il noto artista nocerino Antonio Salzano. Nato
a Nocera Superiore nel 1950, dove risiede ed esegue i suoi capolavori, Salzano, dopo aver studiato la pittura classica,
ha volto lo sguardo prima al post cubismo, per poi realizzare appieno il suo stile nell'astrattismo geometrico. I suoi
primi lavori risalgono alla metà degli anni settanta. Le sue mostre sono state apprezzate in varie parti d'Italia e
perfino la casa editrice Mondadori ha notato la sua abilità segnalando le sue opere sul catalogo di Arte Moderna italiana
n. 45 edizione del 2009. Lo scorso mese di giugno nella chiesa di San Michele Arcangelo, l'artista ha presentato e poi
donato alla stessa comunità parrocchiale di Nocera Superiore, la "Via Crucis". Un'esposizione che ha riscosso un notevole
successo di critica e di pubblico. Una mostra che ha difatti cancellato i tratti somatici dei personaggi. Le 15 stazioni,
sono composte di figure geometriche che scavano nel profondo dell'animo umano. La passione di Cristo, si delinea
attraverso vari spazi geometrici, in cui le figure sono morbide, leggere. Una leggerezza che e' accentuata dai colori
scelti dall'artista. La ricerca di uno sguardo interiore rende difficile interpretare le immagini in chiave narrativa,
come del resto e' impossibile cogliere le sagome dei protagonisti se non attraverso una lettura che potremmo definire
dell'anima dei vari soggetti. La resurrezione ad esempio è semplicemente spiegata come una gemma incastonata in uno
specchio di grande luminosità che annuncia la resurrezione. Fino al prossimo 10 ottobre, una mostra di dipinti
e disegni di Antonio Salzano, è in esposizione a Chianciano Terme presso l'Hotel Raffaello. Il titolo della mostra è
"Naufraghi". Attraverso le figure geometriche ed i colori dell'anima dei disperati naufraghi è possibile cogliere
il dolore e la sofferenza di chi chiede aiuto e viene respinto a causa della mancanza d'amore della comunità che
dovrebbe accogliere i disperati naufraghi e che invece in una progressiva "riduzione" dell'anima porta a respingere
chi è sopravvissuto al naufragio. E' l'anima, secondo l'artista che rischia di perdersi nelle tenebre che essa stessa
ha generato. Un'anima che sembra incapace di comprendere il fragile destino dell'esistenza umana.
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