Ritratto del cronista di Repubblica, che si è occupato del fiume Sarno
Cianciullo, il giornalista nocerino dal cuore ambientalista

Annamaria Barbato Ricci
Firma articoli di grande impegno ambientalista ed il suo nome, ai nocerini DOC, fa venire un tuffo al cuore. Antonio
Cianciullo, inviato di Repubblica, è originario della nostra città, anche se è nato a Roma, città dove suo padre, Vittorio, si trasferì per frequentare la specializzazione in odontoiatria.
Il suo nome è caro a noi tutti perché è omonimo di un grande eroe, medaglia d'oro al Valor Militare, martire di Cefalonia, primo fratello di suo padre.
A lui è dedicata la piazza prospiciente il locale Liceo Classico "G. B. Vico" e tanti di noi che l'hanno frequentato in tempi andati ancora ricordano la targa all'interno dell'edificio, di cui Antonio senior fu alunno.
La famiglia Cianciullo è molto nota nella nostra città. I due capostipiti, Carmine (padre di Vittorio) e Bonaventura, fondarono un'importante ditta di marmi, che ancora è attiva nella zona industriale di Salerno.
Il mio intervistato è travolto delle mie acrobazie genealogiche, dovute ai tanti intrecci fra le nostre famiglie, compresa una sorella del padre, Candia, compagna di scuola di mia zia Tilde.
"Sono venuto a Nocera più spesso da bambino, negli anni '50 - racconta - Ho un ricordo vivido di un paese tranquillo, con un'atmosfera amichevole. Mi ha colpito ritornarci da adulto: quel sapore d'antan era completamente svanito, fugato dal traffico caotico, dai palazzoni."
Che Nocera fosse un posto dove si poteva lasciare la chiave nell'uscio di casa lo riprova un piccolo episodio che ad Antonio è rimasto impresso: "Ero piccino e mi persi per le strade della cittadina. Mi rivolsi ad un vigile per ritrovare la casa del nonno Carmine e non seppi fornire altra spiegazione che era ubicata in una piazza con tanti piccioni. Bastò e fui riconsegnato sano e salvo". Nulla di più facile: la famiglia Cianciullo abitava - mi dicono le memorie protesi dei più anziani - a Palazzo Gabola, nel cuore di Nocera, fra piazza Amendola (Santa Monica) e piazza Diaz (Municipio).
Le sue radici nocerine Antonio le ha onorate dando una grande mano, sul versante giornalistico, alla soluzione della querelle sul risanamento del fiume Sarno (di cui sono affluenti i nostri inquinatissimi torrenti Cavaiola e Solofrana). "Il piano che oggi dà i suoi frutti - dice - fu avviato dal ministro Edo Ronchi. Ha dunque una gestazione lunga, ma ora il Sarno è un... amico.”
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